venerdì 28 ottobre 2011

Socialismo fasullo e numeri veri.

SCRIVO SU CHICAGO BLOG, IN RISPOSTA AD UN ARTICOLO DI CARLO LOTTIERI CHE RIPORTO INTEGRALMENTE SOTTO:
 
 
 
28 ottobre 2011 a 0:03 
 
Pubblico qui di seguito i dati ricavati dalle classifiche OCSE, sulla spesa per PENSIONI E SANITA’ (somma pensioni e famiglie in flusso di cassa, servizi e taglio tasse) in % PIL in alcuni paesi ocse (dati 2007); non ci sono dati successivi ad oggi. N.B. La spesa pensionistica in Italia dal 1990 al 2007 è diminuita del 57,1% per gli uomini e del 22,1 per le donne, caso unico nel panorama OCSE dove ad es: in Germania è aumentata nello stesso periodo del 24,1% ed in Francia del 10,6 per gli uomini e del 162,8 per le donne.
SPESA PENSIONISTICA IN % PIL(VAL. 2007)
Austria: 15,6 ; Belgio: 15,9 ; Francia: 16,6 ; Germania : 15,1 ; Grecia 13,4 ; Italia: 16,9 ; Giappone : 13,7 ; Spagna: 9,7 ; U K: 14,6 ; USA 12,4 ;
SPESA PER LA SANITA’ PUBBLICA
Austria: 6,8; Belgio: 7,3; Francia: 7,5 ; Germania: 7,8 ; Grecia: 5,9; Italia: 6,6 ; Giappone: 6,3 ; Spagna: 6,1; UK: 6,8 ; USA: 7,2 ;
La somma delle due spese pubbliche è pari:
Austria: 22,4; Belgio: 23,2; Francia : 24,1; Germania: 22,9; Grecia: 19,3; Italia: 23,5; Giappone: 20,0; Spagna: 15,8; UK: 21,4; USA: 19,6;
Quindi questi sono dati certi e verificabili, e da questi dati, ognuno può rendersi conto che il socialismo non c’ entra nulla, a meno che non si vogliano considerare basati su economie socialiste quei paesi che si citano e praticamente tutti i paesi OCSE, dato che sono tutti in un range di -1,62 %(USA) e + 2,88% (FRANCIA) RISPETTO ALLA MEDIA DI 21,22% sempre RISPETTO AL PIL. Compare inoltre lo strano fatto, che la spesa per questi due settori, da noi, non sia molto diversa da altri paesi avanzati, evidentemente le cause della spesa abnorme e dello stock del debito sono altre ed è là che occorre intervenire. In grande, le cause credo siano da addebitare alla spesa per la politica ed i suoi derivati e per l’ evasione fiscale abnorme, qui da noi e che ho quantificato in circa 2300 MLD negli ultimi 20 anni.


Carlo Lottieri, scrive su CHICAGO BLOG:

http://www.chicago-blog.it/author/carlo-lottieri/

Un paradosso. Nel mio ambiente di lavoro, l’università, quando incontro qualcuno non più giovane e con l’aria triste ci sono buone probabilità che sia lì lì per lasciare l’accademia. I ricercatori a 65 anni e i professori a 70 ormai sono costretti ad andarsene a casa, e in genere lo fanno con la morte nel cuore. Leggo sulla stampa di oggi che anche un luminare in malattie infettive dell’ospedale di Brescia, professor Giampiero Carosi,  è costretto ad andare in pensione (è nato nel 1941) e ad abbandonare l’Istituto universitario che dirige.
Poi c’è il “resto del mondo”, ossia il nuovo leader del sindacalismo tricolore, Umberto Bossi, quotidianamente in trincea per difendere il diritto ad andare in pensione prima dei 65 anni, mentre l’Europa, Angela Merkel, gli opinionisti illuminati, le agenzie di rating, il Fondo monetario internazionale e – chi lo sa? – forse anche l’Uefa e i mormoni dello Utah spingono per una riforma che ritardi quanto più sia possibile l’età del pensionamento.
La contraddizione (in parte apparente) è presto detta: un professore anziano costa ai conti pubblici assai più di un professore pensionato, e poiché si spera che non verrà sostituito l’operazione – sul piano contabile – è conveniente. Se invece un operaio smette di lavorare, non vivrà più con i soldi che prima riceveva dall’impresa in cambio del suo lavoro, ma con il denaro che l’Inps avrebbe dovuto accantonare e investire (e che invece sono spariti nel buco nero della previdenza di Stato).
Tutto discende dal fatto che il mondo, da tempo, è a testa in giù. La gente non ha la possibilità di gestire da sé il proprio risparmio previdenziale, costruendosi una pensione per la vecchiaia. No: la statizzazione della previdenza fa sì che siamo tutti immersi in logiche collettiviste. Si paga tanto (di sicuro) e si riceverà qualcosa (forse). Le pensioni di Stato hanno riscritto Karl Marx in questi  termini: “da ciascuno secondo le sue possibilità, e quanto più può; e a ciascuno secondo la sua capacità di strappare benefici e privilegi”.
Lo Stato, che un tempo era essenzialmente guerre e conquiste, oggi è divenuto buono. Lo Stato, oggi, è in primo luogo la Previdenza che si prende cura di noi. Possiamo anche diventare più stupidi di quanto non siamo già, possiamo anche giocare tutti i nostri soldi alle slot-machine del bara sotto casa. Che importa? Lo Stato pensa ai noi e amministra la nostra vita. Perché mai dovremmo lamentarsi?
P.S. Sempre sui giornali di oggi si può leggere che tra meno di venti mesi potranno ottenere il diritto al vitalizio pensionistico i quarantacinquenni Italo Bocchino e Alberto Giorgetti, e molti altri (magari meno noti) che sono nella loro situazione. Ma il vero problema non è tanto la Casta. Il nemico da sconfiggere è il socialismo.

CONCLUDO:

Io credo che bisogna imparare a gardare i dati e smetterla di fare riflessioni basate soltanto su idee personali.

mercoledì 5 ottobre 2011

Presentazione

Dopo molte titubanze e ripensamenti, ho deciso di aprire questo spazio che gradirei fosse utilizzato da persone che siano soprattutto caratterizzate da comportamenti improntati alla signorilità ed alle buone maniere.
Gli argomenti che voglio siano qui affrontati, sono i seguenti:
-Economia e finanza;
-Arte;
-Scienze;
-Politiche sociali .

Altri argomenti, quali la politica e le sue dispute, sono ammesse purchè sempre trattate con metodi improntati al bon ton e purchè non sterili.
Ciò premesso, ritengo essenziale che in Italia si crei un ambiente, sempre più ampio, possibilmente anche partendo da questo spazio, dove sia possibile recuperare una visione oggettiva e non di parte e basata su fatti accertati, che consenta di informare l' opinione pubblica, in modo corretto e libero da preconcetti; mi sono stufato delle balle che vedo circolare sui media e di cui ho sempre diffidato.
Per iniziare, voglio esporre un tema economico riguardante un comparto della spesa pubblica, basato sui costi della sanità in Italia.
Partendo da questo studio del governo

http://www.salute.gov.it/salaStampa/documenti/SF_1.pdf

relativo al 2008, si rileva che circa il 30% della spesa pari a 106 MLD di euro circa, è rappresentata da "beni e servizi" e tenendo conto di questo studio di Farmindustria:

http://www.farmindustria.it/pubblico/analisicostiSSN.pdf

si ricava che si possono risparmiare circa 180 MLN per punto percentuale e cioe sul comparto in questione, circa:

0,180x30=5,4 MLD di euro. 

Quindi, rapidamente, ed agendo sui meccanismi di trasferimento dallo Stato alle regioni, in un tempo molto ristretto, ed attraverso rigidi e rigorosi controlli, si potrebbe arrivare a ridurre almeno questo spreco.
Alberto49