venerdì 8 agosto 2014

Mario Draghi, come tutti sappiamo, perchè le sue straordinarie verità sono state rilanciate dal vasto MINCULPOP nazionale, ha parlato; mi riferisco oviiamente al discorso della cessione di sovranità per fare quelle riforme che fanno uscire dalla crisi, anzi fanno correre quei paesi che le hanno fatte e non al vasto armamentario di armi non convenzionali, bazooka, bombe atomiche etc. che ormai son diventate un vero miraggio nel deserto che avanza.

Cosa dice Draghi quindi (prendo dall' autorevole ex mio datore di lavoro):
http://www.corriere.it/economia/14_agosto_07/draghi-bce-pronta-misure-non-convenzionali-se-fosse-necessario-51c5faa0-1e30-11e4-832c-946865584d19.shtml

«I Paesi che hanno fatto programmi convincenti di riforma strutturale - continua Draghi - stanno andando meglio, molto meglio di quelli che non lo hanno fatto o lo hanno fatto in maniera insufficiente». Per i Paesi dell’Eurozona è arrivato il momento di «cedere sovranità» all’Europa per quanto riguarda le riforme strutturali.

Quindi, immagino che si riferisca in particolare agli ultimamente superlodati Grecia, Spagna, Portogallo (solo per comodità alcuni numeri degli straordinari risultati raggiunti)

http://goofynomics.blogspot.com/2014/08/le-promesse-di-prodi.html?showComment=1407450925578#c4492603546550880098

che sono l' esempio per tutti gli altri, questi hanno fatto le riforme, sono avviati a sicura ripresa e il motivo è legato ai tagli di spesa pubblica totale (insomma quella dei dip. pubblici, delle pensioni, della sanità etc)


http://static.leoniblog.clients.drenalinacloud.com/wp-content/uploads/2014/06/spesapil.png


ed in particolare di quella sociale:

 http://www.oecd-ilibrary.org/social-issues-migration-health/government-social-spending_20743904-table1

e di tagli conseguenti  alle tasse

http://www.oecd-ilibrary.org/taxation/total-tax-revenue_20758510-table2


Ma se come tutti possono osservare ciò non rsponde a verità, e soprattutto se non risponde a verità il fatto che quei paesi siano usciti dalla crisi:

http://goofynomics.blogspot.it/2014/07/quelli-che-la-spagna-cresce-disse-noe.html



anzi molti altri stanno entrandoci sempre di più, perchè dovremmo seguire quegli esempi e cedere ulteriore sovranità? Magari, si potrebbe discuterne con lo stesso Draghi dopo aver riletto ANSCHLUSS di Giacchè, ma soprattutto la domanda per noi italiani è: "ma perchè nessuno si pone la domanda, sugli organi di informazione se Mario Draghi voglia darci una sola, come si dice qui a Roma?" 

giovedì 7 agosto 2014

L'euro un grande affare per chi non ce l' ha ma partecipa come membro UE.

In un momento di sconforto, visto che le cose vanno ed andranno sempre peggio per i paesi dell' eurozona ed in particolare per l' Italia che va spolpata fino all' esito finale, quello della Troika (leggi nota al rguardo) mi sono posto una domanda: come sono andati sul fronte dei conti pubblici, i paesi UE dotati ancora della loro moneta ed i paesi UE che hanno adottato l' euro, ovviamente non si parla di Germania, è superfluo, i conti sono ok, l'oste della trattoria di Francoforte mica si ammala, lui (l' oste tedesco) gestisce l' emissione di moneta al suo solo ed esclusivo interesse.
Allora vediamo cosa è venuto fuori
Vediamo questi dati, che riguardano i seguenti paesi:
Portogallo, Spagna, Grecia, Italia, Francia, Belgio, Olanda, dotati dell' euro e Polonia, Danimarca, Svezia, UK, che non lo hanno adottato. In sequenza, dopo ogni paese, espongo i seguenti dati: Diff. debito 2013-2008(+ se cresciuto, - se diminuito); tasso di crescita del PIL 2008-2013 (+ se cresciuto, - se diminuito); Deficit cumulato 2008-2013; Fondi ricevuti annualmente dal bilancio UE (dati 2012; + se percettori netti, - se debitori netti) e in (%) sul PIL.
di seguito i dati.
Portogallo: +58,6; -6,9; -39,6; +5 MLD(3%).
Spagna : +56 ; -5,8; -52,5; + 3 MLD(0,3%).
Grecia : +62,5; -26,2; -67,7; + 4,5 MLD(2,6%).
Italia : +26,6; -8,6 ; -21,8; - 6 MLD(0,5%).
Francia : + 33,3; +0,6; - 32,2; -8 MLD(0,52%).
Belgio : +14,1; +2,4; -21,5; +2MLD(0,7%, caso anomalo per fondi ammnist.sede).
Olanda : +21,4; -1,5; -20,8; - 5 MLD( 1%).
Polonia* : +8,3; +18,6; -32,3; +13MLD( 2,3%)
Danimarca* : +13,8; -4,0; - 9,0; - 1MLD( 0,7%).
Svezia* : -1,2 ; +6,3; -0,8; - 1,5 MLD(0,57%).
UK *: +42; -1,2; -46,4; - 9MLD(0,55%).


* paesi che hanno conservato la loro valuta.

E' possibile fare qualche considerazione, ricavarne qualche elemento di riflessione? Mi sembra di poter dire che con eccezione della UK (che però oggi è in crescita del 3,2% e nel 2013 ha fatto + 1,7% e la sua economia e la disoccupazione sono in deciso miglioramento dallo scorso anno,  i paesi UE rimasti con le loro monete, che hanno svalutato ove necessario, se ne sono giovati (le svalutazioni di quei paesi senza l' euro hanno raggiunto punte del 50% durante la crisi tra 2008 e 2010, per gli stronzi chi continuano a dire che la svalutazione è fatto negativo, e tali svalutazioni, per inciso non sono state accompagnate da differenziali di inflazione con i paesi dell' eurozona), ovviamente il caso Polacco richiederebbe che cessi l' aiuto, visto che è fortemente ingiustificato ed è davvero assurdo che ci si sveni per un paese che va alla grande. Al contrario, paesi dell' area euro, anche sostanzialmente con fondamentali a posto, stanno entrando in grave crisi, come l' Olanda e la Francia, e tutti gli altri che erano in crisi si stanno avvitando verso una ulteriore gravissima stuazione economica. Una sempre possibile grave crisi finanziaria endogena o dall' esterno della zona euro, e le avvisaglie ci sono (Deutsche Bank, Banco de Espirito Santo, etc.), darebbe il colpo di grazia a tutta l' area euro, inclusa la Germania, <a href="https://www.destatis.de/EN/PressServices/Press/pr/2014/08/PE14_276_421.html">che è da poco colpita da avvisaglie di problemi di tipo produttivo.</a>
Pongo sotto i riferimenti:

(Staistiche OECD) http://www.oecd.org/statistics/
(Spesa dei paesi UE per il bilancio) http://ec.europa.eu/budget/financialreport/2012/expenditure/allocation_I/index_en.html
(Incassi dei paesi UE dal Bilancio) http://ec.europa.eu/budget/financialreport/2012/revenue/index_en.html#a4

N.B.
I dati del PIL sono euro relativi al 2013 sono stati trasformati da dollari ad euro dividendo per 1,3 per semplicità, il dato OECD.
Le differenze di Debito sono sul valore nominale del PIL, ma corrispondono abbastanza con le dfferenze di valore calcolato sul PIL reale.

Vi scongiuro, non fatevi fottere da queste merde che vogliono che si resti nell' euro; dobbiamo uscirne, la Troika non ce l' ha prescritta il dottore, quel dottore che certificherà la morte, restandone dentro.

lunedì 4 agosto 2014


La Troika in arrivo, anticipazioni da La Repubblica; Mario Monti venne auspicato da De Benedetti.



Facciamo un resoconto di storia recente, che riguarda sempre quel gruppo editoriale, il di cui fondatore ha auspicato l' arrivo della Troika.
Si parlò qualche settimana fa, del fatto che Napolitano accese i riflettori su Mario Monti a giugno 2011 (secondo il racconto di Prodi a Friedman), De Benedetti riceve una visita da parte di Mario Monti a St. Moritz ad agosto 2011, dopodichè a novembre accade la sostituzione, probabilmente Monti si convinse definitivamente.
Pochi però sanno che l' Ingegnere aveva visto giusto fin da inizi marzo 2011, in una intervista a Die Zeit.
Oggi vedo che accade qualcosa di analogo, e si è letto qualche giorno fa, che Del Rio si sia recato a casa da De Benedetti, e poi arriva questo articolo di Scalfari su La Repubblica, con il corollario di varie interviste critiche su Renzi dei vari Della Valle, Montezemolo etc.
Vi sembra che ci siano degli elementi per cui fare delle previsioni inquietanti? A me sembra di si.
Ma allora vediamone le premesse delle azioni prossime venture:
- Da Mario Monti, l' inviato dalla Troika a novembre 2011, a Renzi, i risultati di tali governi sono fallmentari;
- Carlo De Benedetti, ed oggi Scalfari, dicono che l' Italia non è govenabile, secondo le regole della Massoneria Internazionale, ovvero quell' organizazione che sovrintende alla Troika e che tanto bene ha operato in Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro etc.
- Renzi è sotto schiaffo, come si osserva dai discorsi di Montezemolo, Della Valle, ed altri potentucoli italiani e va rimosso perchè ha fallito;
- Del Rio ha fatto visita all' uomo della Massoneria, il fedelissimo De Benedetti, per chiedere consiglio (ovviamente per chiedere se il rischio di Troika è relale e quindi di siluramento di Renzi, cosa quest' ultima ovviamente irrilevante).


e le relative conseguenze (esito greco) ritenute indispensabili e inevitabili:


- attacco speculativo inarrestabile a fine settembre, con spread a 700, che parte da Wall Street, con accordi sottobanco con istituti europei;
- prima azioni a ottobre/novembre su tredicesime e stipendi pubblici, oltre che ovviamente accompagnate da tagli lineari e mirati a sanità, pensioni, livelli occupazionali;
- a fine anno ulteriore incremento della tassazione sugl immobili;
- una notte, come avvenuto a Cipro, interventi di Hair cut su depositi liquidi detenuti in Italia, ammontanti a circa 800 MLD di euro;
ovviamente la regia è come dicevo internazionale e la Troika la metterà in pratica, con esiti, come dicevo di tipo greco.
L' Italia vivrà un periodo lunghissimo di ulteriore impoverimento e di ulteriore abbattimento patrimoniale, la crisi si avviterà in modo inarrestabile in un vortice irreversibile.

giovedì 27 marzo 2014

Mario Monti nel 1992 diceva che l' uscita dallo SME ci ha fatto bene!!!

Eravamo nel 2011 e da poco era saltato il governo di Silvio Berlusconi; io stavo studiando la situazione, esattamente come il Prof. Bagnai, ed il suo Blog era ancora in embrione. All' epoca scambiavo alcune idee, ancora non perfettamente a fuoco e fra queste gli inviavo un mio parere su un articolo che Bagnai aveva fatto sull' aumento del debito privato e la diminuzione di quello pubblico nel periodo dell' euro fino al 2009, sempre però documentato e su cui Bagnai sostanzialmente concordava.
La cosa interessante era che nessuno sapeva come sarebbe evoluto il debito pubblico nella fase di crisi e senza espansione monetaria, e giustamente Bagnai diceva che l' espansione monetaria, se Draghi l' avesse potuta fare, sarebbe stata una risposta giusta ma ad una domanda sbagliata, cioè come salvare l' euro dalla sua agonia? La domanda sbagliata allora, resta, anzi è oggi, in maniera ancor più evidente sbagliata; l' euro deve morire, l' euro non è salvabile; tentare ancora la sua salvezza è tempo sprecato ed è assolutamente deleterio per noi soprattutto.
Cito solo Bagnai

http://goofynomics.blogspot.it/2014/03/i-cialtroni-della-svalutazione-o-la.html

che mi cita, nel suo ultimo articolo su Goofynomics, come suggeritore del gruppo di lavoro di Bagnai di cui fa parte anche Claudio Borghi

che lo riferisce e cita l' articolo di Repubblica, da me allora citato come appare nel video
in cui Mario Monti in una intervista a Elena Polidori

https://www.youtube.com/watch?v=ODh58TjTVNw


http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/09/12/la-svalutazione-ci-ha-fatto-bene.html

dice testualmente che la svalutazione ci ha fatto bene, ma ovviamente quella svalutazione non era possibile restando nello SME, esattamente, anzi ancor più evidentemente restando nella gabbia eurista, con buona pace degli imbecilli, lui incluso, parlo di Monti ma non solo, soprattutto di tutta la pletora di falsi esperti del Sole24Ore nonchè dei cialtroni di Confindustria come il suo vicepresidente sentito a Ballarò e tutto il cialtrume PDino soprattutto ma non solo, che dicono che la svalutazione porta all' inflazione e che uscire dall' euro ci farebbe male:

"Nel senso che vi è una tendenza in Italia a considerare la svalutazione come uno degli elementi positivi del nuovo panorama, anche da parte di coloro che fino al 13 settembre scorso si erano pronunciati a favore del mantenimento del cambio. Io sono tra questi e perciò mi sono chiesto ogni tanto in che cosa fosse giusta e in che sbagliata la posizione che poi è stata smentita dai fatti". E che risposte si è dato? "Un punto dove certamente ho visto male riguarda le conseguenze inflazionistiche". Perché l' inflazione è bassa.... "Sì, per ora non ci sono stati effetti". C' entra anche la recessione.... "C' entra la recessione, c' entra l' accordo sul costo del lavoro, c' entra un' abitudine a calcolare meglio da parte di tutti gli acquirenti sia imprese sia consumatori. Chiunque venda qualcosa fa più fatica di prima a far salire il prezzo di ciò che vende. Ma non possiamo ancora escludere che, alla lunga, un effetto inflazionistico ci possa essere"(ma non ci fu inflazione NdR).

C' è un vecchio ma sempre valido proverbio che dice che sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

La domanda giusta a questo punto è però questa:
ma perchè dopo tante evidenti stronzate fatte e dette, costoro sbagliano e ci fanno sbagliare ancora, dopo Bretton Woods, dopo le varie fuoriscite dai vari SME e soprattutto dopo il '92?
Io una risposta ce l' avrei ed è quella che Bagnai descriveva in quell' articolo del 2011, per noi Paese ricco, allora, oggi un po' meno e cioè riguarda il debito privato. Questa è la chiave per capire, la vacca Italiana può essere ancora munta per un paio d'anni, prima di mandarla al mattatoio per essere dilaniata.

sabato 22 marzo 2014

L' inferno dell' eurofuturo; higway to hell!

Guardate questo articolo, la storia della Grecia dal 2008 ad oggi; guardatelo bene perchè potrete leggere il vostro e mio futuro, a meno che non si venga a realizzare in Italia una maggioranza tale da farci uscire dall' incubo euro

http://scenarieconomici.it/trailer-zorba-il-greco-e-i-troikani-dossier-grecia-2014-lavori-svolti-e-opere-ancora-da-realizzare/

LE POLITICHE FISCALI E DI SPESA PUBBLICA IN EUROPA: CONSEGUENZE DIFFERENZIALI


Spagna: deficit medio (2008-2012) 45,4/5 = 9,08**** disocc. 2008: 8,8; 2012: 26,8 differenza (se+ aum. occupazione) – 18**** spesa 2007-2010 (37,6-43,7) +
6,1**** tassazione 2007-2010 (37,3 -31,6) diff. -5,7**** differenza tra spesa e tassazione = 6,1-(-5,7)= +11,8 **** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 8,7%
grecia: deficit medio (2008-2012) 55,9/5 = 11,2**** disocc. 2008: 10; 2012: 26 differenza (se+ aum. occupazione) – 16**** spesa 2007-2010 (52,5-52,5)<b< +0 **** tassazione 2007-2010 (32,5 -31,2) diff. -1,3**** diff.tra spesa e tasse0 -(-1,3)= +1,3**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 12,0%
irlanda: deficit medio (2008-2012) 72,9/5 = 14,58**** disocc. 2008: 5,0; 2012: 13,8 differenza (se+ aum. occupazione) – 8,8**** spesa 2007-2010 (36,4- 47,1)<b< +10,5 **** tassazione 2007-2010 (30,9 -27,5) diff. -3,4**** diff. tra spesa e tasse (10,5-(-3,4)=+13,9 ****produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 0,5%
portogallo: deficit medio (2008-2012) 34,6/5 = 6,92 **** disocc. 2008: 8,9; 2012: 17,3 differenza (se+ aum. occupazione) -8,4**** tassazione 2007-2010 (32,4 -31,0) diff. -1,4**** spesa 2007-2011 (45,7-51,0)diff. + 5,3**** diff. tra spesa e tasse (2,4-(-0,3)=+2,7****produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 4,4%
italia: deficit medio (2008-2012) 19/5 = 3,8**** disocc. 2008: 5,5; 2012: 12,2 differenza (se+ aum. occupazione) – 6,7**** tassazione 2007-2011 (43,2- 42,9) diff. -0,3**** spesa 2007-2011 (47,6-50,0)diff. +2,4**** diff. tra spesa e tasse (2,4-(-0,3)=+2,7**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 8,4%
francia: deficit medio (2008-2012) 28,275 = 5,64**** disocc. 2008: 7,8; 2012: 10,9 differenza (se+ aum. occupazione) – 3,1**** spesa 2007-2010 (49,8-54,1) +4,2**** tassazione 2007-2010 (43,7 – 42,9) diff. – 0,8**** diff.tra spesa e tasse=4,2-(-0,8)=+5,0**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 0,6 %
finlandia: deficit medio (2008-2012) 4,6/5 = 0,92**** disocc. 2008: 6,4; 2012: 8,4 differenza(se+ aum. occupazione) – 2,0**** spesa 2007-2010 (47,3-55,9) +8,6**** tassazione 2007-2010 (43,0 – 42,5) diff. – 0,5 **** diff.tra spesa e tasse=8,6-(-0,5)=+9,1**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 6,2%
olanda: deficit medio (2008-2012) 18,5/5 = 3,7**** disocc. 2008: 3,3; 2012: 6,6 differenza(se+ aum. occupazione) – 3,3**** spesa 2007-2010 (45,0 – 50,5) + 5,5 **** tassazione 2007-2010 (38,7 -38,7) diff. -0**** diff.tra spesa e tasse= 5,5 +0 = +5,5**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = +0,3%
belgio: deficit medio (2008-2012) 18,5/5 = 3,7**** disocc. 2008: 7,3; 2012: 8,6 differenza (se+ aum. occupazione) -1,3 **** spesa 2007-2010 (48,3 – 53,7) diff. + 5,4****tassazione 2007-2010 (43,6 -44.0) diff. +0,4**** diff. tra spesa e tasse 5,4 – (+0,4) = + 5 (produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = + 1,5%
germania: deficit medio (2008-2012) 7,8/5 = 1,56**** disocc. 2008: 10,0; 2012; 5,5 differenza (se+ aum. occupazione) + 4,5**** tassazione 2007-2011 (36,1-37,1) diff.+ 1,0 **** spesa 2007-2010 (43,5- 47,9) + 4,4**** diff. tra spesa e tasse 4,4-1= +3,4**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = + 7,4%
Regno Unito: deficit medio (2008-2012) 40,1/5= 8,02**** disocc. 2008: 5,1; 2012: 8,2; differenza(se+ aum. occupazione) – 3,1**** tassazione 2007 -2011 (35,8-35,5) diff. – 0,3**** spesa 2007 – 2010 (43,9-50,4) diff. + 7,1 **** diff. tra spesa e tasse 7,1 – (-3) = + 7,4 produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 4,9%
FONTI PER DATI:
OECD STATICS per tassazione; deficit; produzione industriale.
ROTHER – STARK – SCHUKNECHT “THE BENEFITS OF FISCAL CONSOLIDATION…” Spesa pubblica totale
Eurostat – U.S. Bureau of Labor Statistics per disoccupazione.
Dal quadro emrgono le seguenti considerazioni riguardo gli 11 Paesi considerati:
A) Nell’ euroarea, i paesi più virtuosi, come deficit medio nel quinquennio (2008-2012) sono nell’ ordine:
1) Finlandia con 0,92;
2) Germania con 1,56;
3) Belgio e Olanda con 3,7;
4) Italia con 3,8;
5) Francia con 5,64;
6) Portogallo con 6,92;
7) Regno Unito con 8,02;
 Spagna con 9,08;
9) Grecia con 11,2;
10) Irlanda con 14,58;
B) Nella stessa area, i paesi più virtuosi come somma tra aumento di spesa pubblica totale e detassazione (il totale rappresenta lo sbilancio complessivo nelle finanze pubbliche tra 2007 e 2010, purtroppo non è possibile aggiornare il parametro in modo più avanzato);
1) Grecia con + 1,3;
2) Italia e Portogallo con + 2,7;
3) Germania con + 3,4;
4) Francia e Belgio con + 5;
5) Olanda con +5,5;
6) Regno Unito con + 7,4;
7) Finlandia con + 9,1;
 Spagna con + 11,8;
9) Irlanda con + 13,9;
C) Nella stessa area, le politiche fiscali e di rigore hanno determinato, nel periodo quinquennale 2008-2012, per l’ occupazione i seguenti livelli (Ovviamente ai primi posti ci sono i Paesi meno colpiti dalla disoccupazione);
1) Germania con + 4,5%;
2) Belgio con – 1,3%;
3) Finlandia con – 2,0%;
4) Francia e Regno Unito con – 3,1%;
5) Olanda con – 3,3%;
6) Italia con -6,7%;
7) Portogallo con – 8,4;Irlanda con -8,8%;
9) Grecia con -16%;
10) Spagna con – 18%;
D) Nell’ area vediamo come tali politiche hanno determinato contrazioni di economia reale, parlando di produzione industriale (periodo 2010 – 2013);
1) Germania con + 7,4;
2) Belgio con + 1,5%;
3) Olanda con + 0,3%;
4) Irlanda con – 0,5%;
5) Francia con – 0,6%;
6) Portogallo con – 4,4%;
7) Regno Unito con – 4,9%;
 Finlandia con – 6,2%;
9) Italia con – 8,4%;
10) Spagna con – 8,7%;
11) Grecia con -12%;
Cosa dedurne?
A) Indipendentemente dal debito pubblico di partenza di prima della crisi del 2007/2008, ed indipendentemente dalla virtuosità dei bilanci dei singoli Paesi, la Germania ed i Paesi a lei vicini, hanno goduto di condizioni favorevoli, sia dirette, per i surplus tedeschi sia indirette per gli indubbi influssi positivi di economie confinanti; l’ Austria, in particolare, dimostra l’ assunto con uno sbilancio tasse spesa di + 4,5, che è simbioticamente legata alla Germania e che non ho inserito nell’ elenco, ha avuto performances identiche a quelle tedesche, con una produzione industriale al + 8,6 e disoccupazione in calo seppur di solo l’ 1%.
B) Io credo che Francia e Regno Unito, abbiano tenuto come economia reale e disoccupazione, per il fatto di aver sostanzialmente usato deficit e spesa pubblica per ridurre gli effetti della crisi sulle aziende e sull’ occupazione;
C) L’ Italia nonostante sia ai primi posti come virtuosismo nei conti pubblici, è agli ultimi posti come perdita di produzione industriale ed ha tenuto relativamente bene come occupazione, per effetto della rete familiare che ha dato fondo ai patrimoni delle famiglie, che erano molto patrimonializzate; la perdita di patrimonio, a livelli spaventosi, però, insieme al grave declino della popolazione delle imprese, ci mette in condizioni particolarmente rischiose.
D) Vedo la Spagna messa davvero molto peggio di noi, ma molto peggio, sia perchè arriva con dati catastrofici di economia reale alle soglie del 2014, sia perchè ha avuto un quinquennio assolutamente non virtuoso come conti pubblici; e certamente è incomprensibile uno spread così basso rispetto al nostro. Davvero incompatibile con i fondamentali della sua economia. La Grecia è assolutamente persa.
E) Dal complesso degli andamenti rilevo ancora una volta l’ inutilità e addirittura, per la nostra economia, la funzione distruttrice della moneta unica; nel contempo rilevo in maniera assolutamente evidente i vantaggi per l’ economia tedesca e per le economie ad essa vicine, dove si è realizzato uno dei punti fondamentali degli accordi di Maastricht, cioè il travaso di investimenti e di spesa dell’ economia in surplus più forte. Ma questa politica intereuropea, doveva svilupparsi verso tutti i Paesi, soprattutto quelli più deboli.
Conclusioni:
Io credo che non ci siano margini di salvezza per quei paesi, anche virtuosi come il nostro, ma con problemi strutturali di economia industriale, di assetto istituzionale, di arretratezza fiscale e creditizia e di grave ritardo infrastrutturale, mantenendo una moneta unica per tutta l’ area; vedo invece, e stavolta in maniera chiarissima, la necessità di separare le economie attualmente riunite sotto un’ unica moneta ed un’ unica Banca Centrale, in due aree economiche, la prima a baricentro tedesco e la seconda a doppio baricentro Franco-Italiano. E’ opportuno che si rifletta molto, ora, da parte dei governi europei su questo stato di fatto, prima che l’ euro esploda.
Ora, sempre apprezzando la sua cortesia, mi sembra riduttivo portare dati parziali e locali, e dire che in USA si sta male, ma scherziamo? Quando l' eurozona si trova in una situazione catastrofica e l' Italia in particolare è quella che più soffre della particolare struttura della UEM, la nostra industria è stata e sarà sempre più penalizzata. Tre degli stati USA messi peggio nel 2008, Florida e Nevada e Arizona, i cosidetti stati della fascia del sole (Sun Belt), già nel 2012 erano usciti dalla crisi mentre quelli del Club Med, Grecia Irlanda e Spagna, ne sono ancora dentro e di brutto come potrà vedere sotto.
http://carnegieendowment.org/2012/07/12/club-med-and-sunbelt-adjustment-within-monetary-union/cp1b
IO credo che non sia più possibile sottacere e difendere questo euro, e soprattutto la Germania mai e poi mai cederà sulle politiche realtive al mandato BCE e la UEM mai e poi mai arriverà a determinare politiche di bilancio UEM appena accettabili (1,5% del PIL generale eurozona contro il 25% di quella USA tanto per fare un esempio). Di cose da dire sulla crisi UEM ce ne sarebbero tante con centinaia di dati, ma non voglio affligerLa ulteriormente, dato che sono un malato di analisi numerica, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti e politiche di rilancio della crescita e di taglio o ristrutturazione della spesa, non si fanno con una Banca Centrale non sovrana e a trazione tedesca (Germania malata della filosofia morale della stabilità della moneta a tutti i costi anche a scapito dello sviluppo, ovviamente altrui e dell' occupazione ovviamente di altri) e in periodi di crisi.