LE POLITICHE FISCALI E DI SPESA PUBBLICA IN EUROPA: CONSEGUENZE DIFFERENZIALI
Spagna: deficit medio (2008-2012) 45,4/5 =
9,08**** disocc. 2008: 8,8; 2012: 26,8 differenza (se+ aum. occupazione) –
18**** spesa 2007-2010 (37,6-43,7) +
6,1**** tassazione 2007-2010 (37,3
-31,6) diff. -5,7**** differenza tra spesa e tassazione = 6,1-(-5,7)= +11,8 ****
produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = –
8,7%
grecia: deficit medio (2008-2012) 55,9/5 =
11,2**** disocc. 2008: 10; 2012: 26 differenza (se+ aum. occupazione) – 16****
spesa 2007-2010 (52,5-52,5)<b< +0 **** tassazione 2007-2010 (32,5 -31,2)
diff. -1,3**** diff.tra spesa e tasse0 -(-1,3)= +1,3**** produzione industriale
2010-2013(2°TRIM) = – 12,0%
irlanda: deficit medio (2008-2012) 72,9/5
= 14,58**** disocc. 2008: 5,0; 2012: 13,8 differenza (se+ aum. occupazione) –
8,8**** spesa 2007-2010 (36,4- 47,1)<b< +10,5 **** tassazione 2007-2010
(30,9 -27,5) diff. -3,4**** diff. tra spesa e tasse (10,5-(-3,4)=+13,9
****produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = –
0,5%
portogallo: deficit medio (2008-2012)
34,6/5 = 6,92 **** disocc. 2008: 8,9; 2012: 17,3 differenza (se+ aum.
occupazione) -8,4**** tassazione 2007-2010 (32,4 -31,0) diff. -1,4**** spesa
2007-2011 (45,7-51,0)diff. + 5,3**** diff. tra spesa e tasse
(2,4-(-0,3)=+2,7****produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = –
4,4%
italia: deficit medio (2008-2012) 19/5 =
3,8**** disocc. 2008: 5,5; 2012: 12,2 differenza (se+ aum. occupazione) –
6,7**** tassazione 2007-2011 (43,2- 42,9) diff. -0,3**** spesa 2007-2011
(47,6-50,0)diff. +2,4**** diff. tra spesa e tasse (2,4-(-0,3)=+2,7****
produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = –
8,4%
francia: deficit medio (2008-2012) 28,275
= 5,64**** disocc. 2008: 7,8; 2012: 10,9 differenza (se+ aum. occupazione) –
3,1**** spesa 2007-2010 (49,8-54,1) +4,2**** tassazione 2007-2010 (43,7 – 42,9)
diff. – 0,8**** diff.tra spesa e tasse=4,2-(-0,8)=+5,0**** produzione
industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 0,6 %
finlandia: deficit medio (2008-2012) 4,6/5
= 0,92**** disocc. 2008: 6,4; 2012: 8,4 differenza(se+ aum. occupazione) –
2,0**** spesa 2007-2010 (47,3-55,9) +8,6**** tassazione 2007-2010 (43,0 – 42,5)
diff. – 0,5 **** diff.tra spesa e tasse=8,6-(-0,5)=+9,1**** produzione
industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 6,2%
olanda: deficit medio (2008-2012) 18,5/5 =
3,7**** disocc. 2008: 3,3; 2012: 6,6 differenza(se+ aum. occupazione) – 3,3****
spesa 2007-2010 (45,0 – 50,5) + 5,5 **** tassazione 2007-2010 (38,7 -38,7) diff.
-0**** diff.tra spesa e tasse= 5,5 +0 = +5,5**** produzione industriale
2010-2013(2°TRIM) = +0,3%
belgio: deficit medio (2008-2012) 18,5/5 =
3,7**** disocc. 2008: 7,3; 2012: 8,6 differenza (se+ aum. occupazione) -1,3 ****
spesa 2007-2010 (48,3 – 53,7) diff. + 5,4****tassazione 2007-2010 (43,6 -44.0)
diff. +0,4**** diff. tra spesa e tasse 5,4 – (+0,4) = + 5 (produzione
industriale 2010-2013(2°TRIM) = + 1,5%
germania: deficit medio (2008-2012) 7,8/5
= 1,56**** disocc. 2008: 10,0; 2012; 5,5 differenza (se+ aum. occupazione) +
4,5**** tassazione 2007-2011 (36,1-37,1) diff.+ 1,0 **** spesa 2007-2010 (43,5-
47,9) + 4,4**** diff. tra spesa e tasse 4,4-1= +3,4**** produzione industriale
2010-2013(2°TRIM) = + 7,4%
Regno Unito: deficit medio (2008-2012)
40,1/5= 8,02**** disocc. 2008: 5,1; 2012: 8,2; differenza(se+ aum. occupazione)
– 3,1**** tassazione 2007 -2011 (35,8-35,5) diff. – 0,3**** spesa 2007 – 2010
(43,9-50,4) diff. + 7,1 **** diff. tra spesa e tasse 7,1 – (-3) = + 7,4
produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = –
4,9%
FONTI PER
DATI:
OECD STATICS per tassazione; deficit;
produzione industriale.
ROTHER – STARK – SCHUKNECHT “THE BENEFITS
OF FISCAL CONSOLIDATION…” Spesa pubblica
totale
Eurostat – U.S. Bureau of Labor Statistics
per disoccupazione.
Dal
quadro emrgono le seguenti considerazioni riguardo gli 11 Paesi
considerati:
A)
Nell’ euroarea, i paesi più virtuosi, come deficit medio nel quinquennio
(2008-2012) sono nell’ ordine:
1)
Finlandia con 0,92;
2) Germania con 1,56;
3) Belgio e Olanda con
3,7;
4) Italia con 3,8;
5) Francia con 5,64;
6) Portogallo con
6,92;
7) Regno Unito con 8,02;
Spagna con 9,08;
9) Grecia con 11,2;
10) Irlanda con
14,58;
B)
Nella stessa area, i paesi più virtuosi come somma tra aumento di spesa pubblica
totale e detassazione (il totale rappresenta lo sbilancio complessivo nelle
finanze pubbliche tra 2007 e 2010, purtroppo non è possibile aggiornare il
parametro in modo più avanzato);
1)
Grecia con + 1,3;
2) Italia e Portogallo con + 2,7;
3) Germania con +
3,4;
4) Francia e Belgio con + 5;
5) Olanda con +5,5;
6) Regno Unito
con + 7,4;
7) Finlandia con + 9,1;
Spagna con + 11,8;
9) Irlanda con +
13,9;
C)
Nella stessa area, le politiche fiscali e di rigore hanno determinato, nel
periodo quinquennale 2008-2012, per l’ occupazione i seguenti livelli
(Ovviamente ai primi posti ci sono i Paesi meno colpiti dalla
disoccupazione);
1)
Germania con + 4,5%;
2) Belgio con – 1,3%;
3) Finlandia con – 2,0%;
4)
Francia e Regno Unito con – 3,1%;
5) Olanda con – 3,3%;
6) Italia con
-6,7%;
7) Portogallo con – 8,4;Irlanda con -8,8%;
9) Grecia con -16%;
10) Spagna con
– 18%;
D)
Nell’ area vediamo come tali politiche hanno determinato contrazioni di economia
reale, parlando di produzione industriale (periodo 2010 –
2013);
1)
Germania con + 7,4;
2) Belgio con + 1,5%;
3) Olanda con + 0,3%;
4)
Irlanda con – 0,5%;
5) Francia con – 0,6%;
6) Portogallo con – 4,4%;
7)
Regno Unito con – 4,9%;
Finlandia con – 6,2%;
9) Italia con – 8,4%;
10) Spagna
con – 8,7%;
11) Grecia con -12%;
Cosa dedurne?
A) Indipendentemente dal
debito pubblico di partenza di prima della crisi del 2007/2008, ed
indipendentemente dalla virtuosità dei bilanci dei singoli Paesi, la Germania ed
i Paesi a lei vicini, hanno goduto di condizioni favorevoli, sia dirette, per i
surplus tedeschi sia indirette per gli indubbi influssi positivi di economie
confinanti; l’ Austria, in particolare, dimostra l’ assunto con uno sbilancio
tasse spesa di + 4,5, che è simbioticamente legata alla Germania e che non ho
inserito nell’ elenco, ha avuto performances identiche a quelle tedesche, con
una produzione industriale al + 8,6 e disoccupazione in calo seppur di solo l’
1%.
B) Io credo che Francia e Regno Unito, abbiano tenuto come economia reale
e disoccupazione, per il fatto di aver sostanzialmente usato deficit e spesa
pubblica per ridurre gli effetti della crisi sulle aziende e sull’
occupazione;
C) L’ Italia nonostante sia ai primi posti come virtuosismo nei
conti pubblici, è agli ultimi posti come perdita di produzione industriale ed ha
tenuto relativamente bene come occupazione, per effetto della rete familiare che
ha dato fondo ai patrimoni delle famiglie, che erano molto patrimonializzate; la
perdita di patrimonio, a livelli spaventosi, però, insieme al grave declino
della popolazione delle imprese, ci mette in condizioni particolarmente
rischiose.
D) Vedo la Spagna messa davvero molto peggio di noi, ma molto
peggio, sia perchè arriva con dati catastrofici di economia reale alle soglie
del 2014, sia perchè ha avuto un quinquennio assolutamente non virtuoso come
conti pubblici; e certamente è incomprensibile uno spread così basso rispetto al
nostro. Davvero incompatibile con i fondamentali della sua economia. La Grecia è
assolutamente persa.
E) Dal complesso degli andamenti rilevo ancora una volta
l’ inutilità e addirittura, per la nostra economia, la funzione distruttrice
della moneta unica; nel contempo rilevo in maniera assolutamente evidente i
vantaggi per l’ economia tedesca e per le economie ad essa vicine, dove si è
realizzato uno dei punti fondamentali degli accordi di Maastricht, cioè il
travaso di investimenti e di spesa dell’ economia in surplus più forte. Ma
questa politica intereuropea, doveva svilupparsi verso tutti i Paesi,
soprattutto quelli più deboli.
Conclusioni:
Io credo che non ci siano
margini di salvezza per quei paesi, anche virtuosi come il nostro, ma con
problemi strutturali di economia industriale, di assetto istituzionale, di
arretratezza fiscale e creditizia e di grave ritardo infrastrutturale,
mantenendo una moneta unica per tutta l’ area; vedo invece, e stavolta in
maniera chiarissima, la necessità di separare le economie attualmente riunite
sotto un’ unica moneta ed un’ unica Banca Centrale, in due aree economiche, la
prima a baricentro tedesco e la seconda a doppio baricentro Franco-Italiano. E’
opportuno che si rifletta molto, ora, da parte dei governi europei su questo
stato di fatto, prima che l’ euro esploda.
Ora, sempre apprezzando la sua cortesia,
mi sembra riduttivo portare dati parziali e locali, e dire che in USA si sta
male, ma scherziamo? Quando l' eurozona si trova in una situazione catastrofica
e l' Italia in particolare è quella che più soffre della particolare struttura
della UEM, la nostra industria è stata e sarà sempre più penalizzata. Tre degli
stati USA messi peggio nel 2008, Florida e Nevada e Arizona, i cosidetti stati
della fascia del sole (Sun Belt), già nel 2012 erano usciti dalla crisi mentre
quelli del Club Med, Grecia Irlanda e Spagna, ne sono ancora dentro e di brutto
come potrà vedere sotto.
http://carnegieendowment.org/2012/07/12/club-med-and-sunbelt-adjustment-within-monetary-union/cp1b
IO
credo che non sia più possibile sottacere e difendere questo euro, e soprattutto
la Germania mai e poi mai cederà sulle politiche realtive al mandato BCE e la
UEM mai e poi mai arriverà a determinare politiche di bilancio UEM appena
accettabili (1,5% del PIL generale eurozona contro il 25% di quella USA tanto
per fare un esempio). Di cose da dire sulla crisi UEM ce ne sarebbero tante con
centinaia di dati, ma non voglio affligerLa ulteriormente, dato che sono un
malato di analisi numerica, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti e politiche
di rilancio della crescita e di taglio o ristrutturazione della spesa, non si
fanno con una Banca Centrale non sovrana e a trazione tedesca (Germania malata
della filosofia morale della stabilità della moneta a tutti i costi anche a
scapito dello sviluppo, ovviamente altrui e dell' occupazione ovviamente di
altri) e in periodi di crisi.
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