sabato 22 marzo 2014

LE POLITICHE FISCALI E DI SPESA PUBBLICA IN EUROPA: CONSEGUENZE DIFFERENZIALI


Spagna: deficit medio (2008-2012) 45,4/5 = 9,08**** disocc. 2008: 8,8; 2012: 26,8 differenza (se+ aum. occupazione) – 18**** spesa 2007-2010 (37,6-43,7) +
6,1**** tassazione 2007-2010 (37,3 -31,6) diff. -5,7**** differenza tra spesa e tassazione = 6,1-(-5,7)= +11,8 **** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 8,7%
grecia: deficit medio (2008-2012) 55,9/5 = 11,2**** disocc. 2008: 10; 2012: 26 differenza (se+ aum. occupazione) – 16**** spesa 2007-2010 (52,5-52,5)<b< +0 **** tassazione 2007-2010 (32,5 -31,2) diff. -1,3**** diff.tra spesa e tasse0 -(-1,3)= +1,3**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 12,0%
irlanda: deficit medio (2008-2012) 72,9/5 = 14,58**** disocc. 2008: 5,0; 2012: 13,8 differenza (se+ aum. occupazione) – 8,8**** spesa 2007-2010 (36,4- 47,1)<b< +10,5 **** tassazione 2007-2010 (30,9 -27,5) diff. -3,4**** diff. tra spesa e tasse (10,5-(-3,4)=+13,9 ****produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 0,5%
portogallo: deficit medio (2008-2012) 34,6/5 = 6,92 **** disocc. 2008: 8,9; 2012: 17,3 differenza (se+ aum. occupazione) -8,4**** tassazione 2007-2010 (32,4 -31,0) diff. -1,4**** spesa 2007-2011 (45,7-51,0)diff. + 5,3**** diff. tra spesa e tasse (2,4-(-0,3)=+2,7****produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 4,4%
italia: deficit medio (2008-2012) 19/5 = 3,8**** disocc. 2008: 5,5; 2012: 12,2 differenza (se+ aum. occupazione) – 6,7**** tassazione 2007-2011 (43,2- 42,9) diff. -0,3**** spesa 2007-2011 (47,6-50,0)diff. +2,4**** diff. tra spesa e tasse (2,4-(-0,3)=+2,7**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 8,4%
francia: deficit medio (2008-2012) 28,275 = 5,64**** disocc. 2008: 7,8; 2012: 10,9 differenza (se+ aum. occupazione) – 3,1**** spesa 2007-2010 (49,8-54,1) +4,2**** tassazione 2007-2010 (43,7 – 42,9) diff. – 0,8**** diff.tra spesa e tasse=4,2-(-0,8)=+5,0**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 0,6 %
finlandia: deficit medio (2008-2012) 4,6/5 = 0,92**** disocc. 2008: 6,4; 2012: 8,4 differenza(se+ aum. occupazione) – 2,0**** spesa 2007-2010 (47,3-55,9) +8,6**** tassazione 2007-2010 (43,0 – 42,5) diff. – 0,5 **** diff.tra spesa e tasse=8,6-(-0,5)=+9,1**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 6,2%
olanda: deficit medio (2008-2012) 18,5/5 = 3,7**** disocc. 2008: 3,3; 2012: 6,6 differenza(se+ aum. occupazione) – 3,3**** spesa 2007-2010 (45,0 – 50,5) + 5,5 **** tassazione 2007-2010 (38,7 -38,7) diff. -0**** diff.tra spesa e tasse= 5,5 +0 = +5,5**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = +0,3%
belgio: deficit medio (2008-2012) 18,5/5 = 3,7**** disocc. 2008: 7,3; 2012: 8,6 differenza (se+ aum. occupazione) -1,3 **** spesa 2007-2010 (48,3 – 53,7) diff. + 5,4****tassazione 2007-2010 (43,6 -44.0) diff. +0,4**** diff. tra spesa e tasse 5,4 – (+0,4) = + 5 (produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = + 1,5%
germania: deficit medio (2008-2012) 7,8/5 = 1,56**** disocc. 2008: 10,0; 2012; 5,5 differenza (se+ aum. occupazione) + 4,5**** tassazione 2007-2011 (36,1-37,1) diff.+ 1,0 **** spesa 2007-2010 (43,5- 47,9) + 4,4**** diff. tra spesa e tasse 4,4-1= +3,4**** produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = + 7,4%
Regno Unito: deficit medio (2008-2012) 40,1/5= 8,02**** disocc. 2008: 5,1; 2012: 8,2; differenza(se+ aum. occupazione) – 3,1**** tassazione 2007 -2011 (35,8-35,5) diff. – 0,3**** spesa 2007 – 2010 (43,9-50,4) diff. + 7,1 **** diff. tra spesa e tasse 7,1 – (-3) = + 7,4 produzione industriale 2010-2013(2°TRIM) = – 4,9%
FONTI PER DATI:
OECD STATICS per tassazione; deficit; produzione industriale.
ROTHER – STARK – SCHUKNECHT “THE BENEFITS OF FISCAL CONSOLIDATION…” Spesa pubblica totale
Eurostat – U.S. Bureau of Labor Statistics per disoccupazione.
Dal quadro emrgono le seguenti considerazioni riguardo gli 11 Paesi considerati:
A) Nell’ euroarea, i paesi più virtuosi, come deficit medio nel quinquennio (2008-2012) sono nell’ ordine:
1) Finlandia con 0,92;
2) Germania con 1,56;
3) Belgio e Olanda con 3,7;
4) Italia con 3,8;
5) Francia con 5,64;
6) Portogallo con 6,92;
7) Regno Unito con 8,02;
 Spagna con 9,08;
9) Grecia con 11,2;
10) Irlanda con 14,58;
B) Nella stessa area, i paesi più virtuosi come somma tra aumento di spesa pubblica totale e detassazione (il totale rappresenta lo sbilancio complessivo nelle finanze pubbliche tra 2007 e 2010, purtroppo non è possibile aggiornare il parametro in modo più avanzato);
1) Grecia con + 1,3;
2) Italia e Portogallo con + 2,7;
3) Germania con + 3,4;
4) Francia e Belgio con + 5;
5) Olanda con +5,5;
6) Regno Unito con + 7,4;
7) Finlandia con + 9,1;
 Spagna con + 11,8;
9) Irlanda con + 13,9;
C) Nella stessa area, le politiche fiscali e di rigore hanno determinato, nel periodo quinquennale 2008-2012, per l’ occupazione i seguenti livelli (Ovviamente ai primi posti ci sono i Paesi meno colpiti dalla disoccupazione);
1) Germania con + 4,5%;
2) Belgio con – 1,3%;
3) Finlandia con – 2,0%;
4) Francia e Regno Unito con – 3,1%;
5) Olanda con – 3,3%;
6) Italia con -6,7%;
7) Portogallo con – 8,4;Irlanda con -8,8%;
9) Grecia con -16%;
10) Spagna con – 18%;
D) Nell’ area vediamo come tali politiche hanno determinato contrazioni di economia reale, parlando di produzione industriale (periodo 2010 – 2013);
1) Germania con + 7,4;
2) Belgio con + 1,5%;
3) Olanda con + 0,3%;
4) Irlanda con – 0,5%;
5) Francia con – 0,6%;
6) Portogallo con – 4,4%;
7) Regno Unito con – 4,9%;
 Finlandia con – 6,2%;
9) Italia con – 8,4%;
10) Spagna con – 8,7%;
11) Grecia con -12%;
Cosa dedurne?
A) Indipendentemente dal debito pubblico di partenza di prima della crisi del 2007/2008, ed indipendentemente dalla virtuosità dei bilanci dei singoli Paesi, la Germania ed i Paesi a lei vicini, hanno goduto di condizioni favorevoli, sia dirette, per i surplus tedeschi sia indirette per gli indubbi influssi positivi di economie confinanti; l’ Austria, in particolare, dimostra l’ assunto con uno sbilancio tasse spesa di + 4,5, che è simbioticamente legata alla Germania e che non ho inserito nell’ elenco, ha avuto performances identiche a quelle tedesche, con una produzione industriale al + 8,6 e disoccupazione in calo seppur di solo l’ 1%.
B) Io credo che Francia e Regno Unito, abbiano tenuto come economia reale e disoccupazione, per il fatto di aver sostanzialmente usato deficit e spesa pubblica per ridurre gli effetti della crisi sulle aziende e sull’ occupazione;
C) L’ Italia nonostante sia ai primi posti come virtuosismo nei conti pubblici, è agli ultimi posti come perdita di produzione industriale ed ha tenuto relativamente bene come occupazione, per effetto della rete familiare che ha dato fondo ai patrimoni delle famiglie, che erano molto patrimonializzate; la perdita di patrimonio, a livelli spaventosi, però, insieme al grave declino della popolazione delle imprese, ci mette in condizioni particolarmente rischiose.
D) Vedo la Spagna messa davvero molto peggio di noi, ma molto peggio, sia perchè arriva con dati catastrofici di economia reale alle soglie del 2014, sia perchè ha avuto un quinquennio assolutamente non virtuoso come conti pubblici; e certamente è incomprensibile uno spread così basso rispetto al nostro. Davvero incompatibile con i fondamentali della sua economia. La Grecia è assolutamente persa.
E) Dal complesso degli andamenti rilevo ancora una volta l’ inutilità e addirittura, per la nostra economia, la funzione distruttrice della moneta unica; nel contempo rilevo in maniera assolutamente evidente i vantaggi per l’ economia tedesca e per le economie ad essa vicine, dove si è realizzato uno dei punti fondamentali degli accordi di Maastricht, cioè il travaso di investimenti e di spesa dell’ economia in surplus più forte. Ma questa politica intereuropea, doveva svilupparsi verso tutti i Paesi, soprattutto quelli più deboli.
Conclusioni:
Io credo che non ci siano margini di salvezza per quei paesi, anche virtuosi come il nostro, ma con problemi strutturali di economia industriale, di assetto istituzionale, di arretratezza fiscale e creditizia e di grave ritardo infrastrutturale, mantenendo una moneta unica per tutta l’ area; vedo invece, e stavolta in maniera chiarissima, la necessità di separare le economie attualmente riunite sotto un’ unica moneta ed un’ unica Banca Centrale, in due aree economiche, la prima a baricentro tedesco e la seconda a doppio baricentro Franco-Italiano. E’ opportuno che si rifletta molto, ora, da parte dei governi europei su questo stato di fatto, prima che l’ euro esploda.
Ora, sempre apprezzando la sua cortesia, mi sembra riduttivo portare dati parziali e locali, e dire che in USA si sta male, ma scherziamo? Quando l' eurozona si trova in una situazione catastrofica e l' Italia in particolare è quella che più soffre della particolare struttura della UEM, la nostra industria è stata e sarà sempre più penalizzata. Tre degli stati USA messi peggio nel 2008, Florida e Nevada e Arizona, i cosidetti stati della fascia del sole (Sun Belt), già nel 2012 erano usciti dalla crisi mentre quelli del Club Med, Grecia Irlanda e Spagna, ne sono ancora dentro e di brutto come potrà vedere sotto.
http://carnegieendowment.org/2012/07/12/club-med-and-sunbelt-adjustment-within-monetary-union/cp1b
IO credo che non sia più possibile sottacere e difendere questo euro, e soprattutto la Germania mai e poi mai cederà sulle politiche realtive al mandato BCE e la UEM mai e poi mai arriverà a determinare politiche di bilancio UEM appena accettabili (1,5% del PIL generale eurozona contro il 25% di quella USA tanto per fare un esempio). Di cose da dire sulla crisi UEM ce ne sarebbero tante con centinaia di dati, ma non voglio affligerLa ulteriormente, dato che sono un malato di analisi numerica, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti e politiche di rilancio della crescita e di taglio o ristrutturazione della spesa, non si fanno con una Banca Centrale non sovrana e a trazione tedesca (Germania malata della filosofia morale della stabilità della moneta a tutti i costi anche a scapito dello sviluppo, ovviamente altrui e dell' occupazione ovviamente di altri) e in periodi di crisi.

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